STORIA - PATTUGLIE CITTADINE BOLOGNA

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STORIA

CHI SIAMO

La fondazione e l’attività nell’Ottocento
Il Corpo delle Pattuglie Cittadine viene riconosciuto formalmente nel 1828 dal Cardinale Legato in rappresentanza dell'amministrazione pontificia, ma di esso si hanno tracce che risalgono al 1813. In quegli anni la sicurezza notturna della città, anche a causa dei portici, era particolarmente precaria. L'amministrazione cittadina disponeva di un Corpo di gendarmeria inadeguato e prese, per questo motivo, la decisione di costituire delle pattuglie volontarie di cittadini, anche per non affidarsi ad uno dei molti eserciti presenti sul territorio all’epoca. Le Pattuglie diventano così un vero e proprio corpo ausiliario di polizia, volontario, armato, al servizio della città, composto da una "forza" complessiva di 300/350 unità. Grazie alle attività affidategli, il Corpo, oltre ad una funzione ausiliaria, tende a svolgere anche una funzione di mediazione fra la città e la Gendarmeria, allora non particolarmente amata.

Fascismo e Seconda Guerra Mondiale
Struttura ed attività rimangono sostanzialmente invariati fino al 1922, data della costituzione della Milizia fascista, che entra immediatamente in concorrenza ed in conflitto con il Corpo delle Pattuglie. Conflitto che si risolve nel '35 con lo scioglimento del Corpo ad opera del Prefetto di allora stante il rifiuto dei Pattuglianti di confluire nella milizia fascista. Le ragioni del rifiuto stanno nella natura stessa del corpo al servizio della città: nei suoi primi cento anni di vita, l’associazione non si era mai politicamente schierata, operando soltanto all’interno della città per la protezione dei cittadini tutti.

Il dopoguerra
Nel '45 il primo Prefetto della liberazione sancisce la ricostituzione del Corpo, affidando di fatto alle Pattuglie il compito di garantire la sicurezza della città. Il decreto prefettizio di ricostituzione del Corpo prevede una "forza", sempre volontaria, di circa 1.000 uomini che diverrà poi, a mano a mano che la Polizia si organizza, di 350/400 unità. Lo stesso decreto ne riconosce il ruolo di forza ausiliaria di polizia, autorizza i pattuglianti al porto delle armi. L'associazione opera come parte della comunità locale in un rapporto stretto con le istituzioni.

Gli anni ’50 e ’60
Dai primi anni ’50 fino a tutti i ’60 l’Associazione cambia fisionomia, sempre più caratterizzandosi come ausiliaria della Polizia di Stato. E' in questo contesto che il Corpo delle Pattuglie si dota di una centrale radio collegata, con una linea telefonica dedicata, alla centrale operativa del costituito "113". Il Pattugliante diventa quindi "Ausiliario di P.S." con porto d'arma in esenzione di tassa.

Dal ’70 alla crisi del 1986
Fra il '70 e l'86, periodo di grandi e gravi conflitti politici, inizia un processo per cui l’associazione diventa maggiormente autonoma. La situazione porta all’elezione di un nuovo Direttivo e ad una profonda revisione dello Statuto, ora più democratizzato. Forte rimane la collaborazione con le Forze dell'Ordine visibile nei servizi mirati operati unitamente alla 'Digos' e alle 'Pavia'. La Prefettura decide però di revocare il decreto che essa stessa ci aveva concesso. Cadono le funzioni ausiliarie, viene revocato il porto d’armi per gli appartenenti al Corpo; le Pattuglie Cittadine dopo un secolo e mezzo di vita si ritrovano ad essere solamente un'associazione di fatto. E' sicuramente un momento di grave crisi che costringe l'associazione a ripercorrere la propria storia per ritrovare le ragioni della propria esistenza: nasce così il programma "nella città per la città".

Gli anni ’90
Da allora vengono ripresi i servizi di pattugliamento con funzione di prevenzione delle illegalità diffuse, dal furto, al borseggio, allo spaccio; ci si rende disponibili per compiti di sorveglianza in occasione di manifestazioni culturali; si realizzano convenzioni con enti pubblici, ospedali e facoltà universitarie, per la sorveglianza, prevalentemente notturna, di aree soggette a rischio; si arriva infine alla prima convenzione con il Comune di Bologna per la sorveglianza degli edifici scolastici.


Il Corpo oggi
Oggi il Corpo delle Pattuglie Cittadine prosegue la sua attività di volontariato nel rispetto delle nuove normative vigenti.
Il Corpo delle Pattuglie Cittadine, si prepara dunque a celebrare i 200 anni di vita che, attraverso varie vicissitudini e alterne vicende, lo legano in modo indissolubile alla storia della città di Bologna.

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